Il vero racconto politico - Ritorno alla prima repubblica

 Proprio così, archiviata nel 1992 la Prima Repubblica ci sembrò di essere avviati verso la Seconda. In particolar modo con la discesa in campo del Cavaliere, ma tempestivi interventi della magistratura e interessi di parte politica gli hanno impedito di portare a termine il suo impegno. Ora l'attivismo di Renzi invece di proiettarci nella Terza Repubblica rischia di farci precipitare di nuovo nella Prima, ovvero quella di cui "tutto deve cambiare affinchè nulla cambi".

 IL  BERSAGLIERE  DEL  NULLA E  IL  NOVELLO  HITLER 

Se ogni elettore esaminasse con attenzione le vicende politiche di questi ultimi due decenni, liberamente e senza condizionamenti di parte, si accorgerebbe chiaramente senza ombra alcuna che solo Silvio Berlusconi e Forza Italia hanno veramente tentato di cambiare questa nostra tanto bistrattata Italia. In buona parte ci sono riusciti ed in altra parte no, ma non per colpe proprie e solo perchè senza profonde modifiche alla Carta Costituzionale non si può governare liberamente e con efficienza. Il PD è il vero ed unico responsabile dei guai italiani: avremmo già dal 2011 la riduzione dei parlamentari e la divisione delle due camere, se la sinistra ed il Pd non si fossero messi a capo di un disastroso referendum che nel 2006 abrogò la legge. Ogni volta che il Pd e la sinistra hanno assunto il compito di governo hanno aumentato le tasse e ridotto il Pil, l'unica riforma costituzionale importante è stata messa in atto proprio da loro nel 2001 a fine legislatura e con soli 4 voti di maggioranza. Si tratta della modifica del titolo V che tanti guasti ha provocato nelle regioni. Da pochi mesi Matteo Renzi è partito alla carica (qualcuno però lo ha definito giustamente "il bersagliere del nulla") facendo credere di cambiare tutto, per il momento però le riforme sono bloccate e l'unica cosa è la mancia elettorale dei famigerati 80 euro. Dall'altra parte c'è il comico Beppe Grillo che, novello Hitler, pretende di vincere e governare da solo mettendo sotto processo tutti. In ultima analisi si evince che l'unica proposta credibile è ancora una volta quella del (ex) Cavaliere e proprio per questo è stato ingiustamente condannato da una magistratura di parte. 

 POVERA  ITALIA !

Povera Italia, maltrattata in Europa dalla cancelliera Merkel  ed ai mondiali di calcio dall'arbitro Moreno secondo. Comunque ci consoliamo col golden boy Renzi che sostiene che ora siamo più autorevoli, un'autorevolezza che vede solo lui, però il popolo italiano pende dalle sue labbra. Il ragazzo prodigio della politica italiana si fà forte del 40,8% ottenuto alle elezioni europee, spacciandolo per un successo straordinario anche se altro non è che la risultanza del recupero di una parte di voti dei grillini e di quelli di Scelta Civica. Il centrodestra, nel suo insieme, da parte sua non ha fatto altro che mantenere i voti acquisiti alle politiche dello scorso anno. Per cui non c’è nessuna situazione eccezionale, tutto nella normalità degli equilibri politici. Per ora tutti (o quasi) hanno fiducia in lui, ma prima o poi si accorgeranno che gli 80 euro e l'abolizione delle provincie sono state solo propaganda elettorale e che le riforme in divenire serviranno a ben poco. Nel frattempo continueremo a pagare tasse elevatissime e avremo a che fare con una burocrazia opprimente, una giustizia costosa ed efficiente solo contro Berlusconi, privilegi decennali che nessuno vuole abolire, eccetera. E allora, povera Italia!  

 I DISSIDENTI DEL GIORNO DOPO

Ogni qualvolta il nuovo messia Matteo Renzi presenta al Parlamento un provvedimento od una riforma che ritiene fondamentale, nel Partito Democratico, e nelle fronde che gravitano attorno, si agitano per mal di pancia vari e si lanciano proclami belligeranti. Salvo poi far rientrare tutto al momento del voto, con la motivazione "stavolta votiamo per il bene dell'Italia, ma la prossima...." Così è stato per il job acts, per l'elezione del Presidente della Repubblica e da ultimo per le riforme costituzionali. Chi si dice di sinistra non può restare in un partito che di sinistra non è, chi si dice democratico non può restare in un partito che democratico non è, chi si ritiene riformista non può restare in un partito che mette in atto riforme finte o, peggio, dannose. Ma si sa l'attrazione della poltrona è più forte di tutti gli ideali. Tranne qualche caso sporadico e benemerito, ma purtroppo ininfluente. “Serve un chiarimento politico vero. Basta gioco delle tre carte. Ogni volta che Verdini &Co. votano con noi il Pd ci rimette – afferma Roberto Speranza, che guida la minoranza Pd – facile sommare voti in Parlamento, altra cosa è sommare voti degli elettori”. Vedremo se alle parole seguiranno i fatti o se la minoranza Pd è solo un cane che abbaia ma non morde.

LE MAGGIORANZE VARIABILI

Matteo Renzi ha inaugurato un nuovo modo di governare ma che nella sua essenza ricalca i sistemi della peggiore prima repubblica, cioè tutto va bene affinchè si giunga ad una maggioranza: prima ha teso la mano (finta) a Berlusconi per le riforme, poi gli ha dato una pedata e si è preso con assoluta leggerezza i voti del Movimento 5 stelle per eleggersi il Presidente della Repubblica a lui più conveniente, ora ha accolto a braccia aperte gli ulteriori traditori di Forza Italia (con Verdini e Bondi in testa) e dei leghisti di Tosi per respingere la mozione di sfiducia, in futuro cercherà di nuovo i voti del M5s per le unioni civili. Ci può essere un modo peggiore di governare e fare politica? Io penso di no, perchè la coerenza deve essere il faro di un uomo o di una donna chiamata ad un dovere pubblico e perchè così la coerenza è calpestata in maniera intollerabile e la Democrazia offesa. Si prendono in giro gli elettori e le loro scelte. Vergogna!