Destra,sinistra,centro, oppure…

Dieci-dodici anni fa la configurazione politica italiana ed internazionale era ben definita: la destra rappresentava chi voleva mantenere inalterata la situazione politica, economica e sociale ( i conservatori ) e quindi si rivolgeva più verso i poteri forti, la sinistra invece si riproponeva di cambiare le cose ( i progressisti ) e soprattutto voleva difendere i lavoratori dai soprusi dei "padroni", mentre il centro cercava di mediare le due posizioni.

Ma la caduta del Muro di Berlino e degli steccati politici, il frazionamento dei partiti storici, il maggior scambio politico-economico accentuato dalla facilità dei contatti e delle comunicazioni ed il consolidamento dei diritti civili, hanno portato ad un mescolamento dei ruoli. L' Italia ne è forse l' esempio più lampante: dal 1995 al 2001 è stata retta da governi cosiddetti di centrosinistra che hanno pensato più al mantenimento del potere che a migliorare la situazione del Paese, mentre il rinnovamento profondo è stato sostenuto dal centrodestra ed il centro praticamente è scomparso, siamo quindi di fronte ad un bipolarismo immaturo ed imperfetto ma reale. Il popolo italiano è ancora legato in buona parte alle proprie convinzioni politiche ma è evidente che molti elettori non sanno più che pesci pigliare e ciò è comprensibile se la sinistra si mostra conservatrice e la destra invece progressista e riformista. L' Italia politica del Duemila è quindi divisa fra gli anti-Berlusconi ad oltranza e chi invece gli ha accordato la fiducia, ovvero la maggioranza degli italiani. Penso che il modo migliore di tirarsi fuori dall' impaccio sia quello di dare credito a chi si ripropone di cambiare veramente la situazione e metterlo alla prova ed eventualmente di cacciarlo se non mantiene le promesse. Mentre è invece in malafede o fuori dalla realtà chi continua a dare del fascista e squadrista ai rappresentanti della Casa della Libertà e chi ritiene che un imprenditore assolutamente non possa fare gli interessi della gente. Un buon governo penso che deve sapere interpretare e miscelare le tre azioni fondamentali: cioè conservare ciò che di buono c'è già, riformare quello che non va bene e innovare guardando avanti al futuro. Sta proprio qui infatti il difficile dell'azione di un governo che si rispetti e sono convinto che, pur nelle difficoltà che emergono nelle differenze di una coalizione, la Casa delle Libertà rappresenta degnamente questa idea di uno Stato moderno. Convinzione fino ad ora supportata dalla maggioranza dei cittadini. Una democrazia matura  è contraddistinta dall' azione politica di chi è stato eletto dal popolo e da una opposizione che deve prepararsi a divenire poi eventualmente maggioranza, così come è in tutte le grandi democrazie tranne che in Italia. Una maggioranza non si deve sconfiggere con la piazza o con altri metodi antidemocratici, ma con una opposizione propositiva e costruttiva.